La semplicità è la necessità di distinguere sempre, ogni giorno, l’essenziale dal superfluo.
Ermanno Olmi

Quando ci si separa, la vita diventa all’improvviso una corsa a ostacoli, una battaglia campale, addirittura, a volte, un calvario. Tutto va contro di te, ogni piccola cosa diventa un’impresa, sembra di essere travolti continuamente da tutti i problemi del mondo. Onestamente, chi non ha mai provato queste sensazioni?

Io ho capito quasi da subito che se volevo “salvarmi” dovevo in qualche modo semplificarmi la vita. Dovevo ridurre gli impegni, e rendere meno gravosi quelli non eliminabili. Facile a dirsi, ma come?

Ho provato a seguire il processo contrario, ovvero: ho cercato di capire quali fossero le cose veramente irrinunciabili, quelle che non potevo eliminare. Mi sono fatto la solita lista (chi mi legge da un po’ avrà capito che le considero uno strumento molto utile). Ho scoperto che c’era tutta una serie di cose che facevo ma che potevo tranquillamente non fare, anche se accettando delle (modeste) conseguenze.

Un esempio banale: ho deciso di rinunciare per un certo periodo alla palestra, perché l’andarci mi creava più problemi dei benefici derivanti dalla attività fisica. La ho sostituita temporaneamente riducendo l’utilizzo della macchina (sembra sciocco, ma funziona sempre).

Individuate le attività o gli impegni necessari, ho cominciato a pensare: c’è un modo per portarli a termine che mi impegni meno, o che gravi meno, o che richieda meno tempo? E mi sono dato da fare.

Che cosa ho fatto? Per esempio, ho riorganizzato il modo di fare la spesa, facendo elenchi precisi e pensando a livello di settimana invece che di giorno. Ho cambiato l’approccio verso le pulizie, evitando innanzitutto in modo maniacale di sporcare e di mettere in disordine. Ho abituato miei figli a essere più ordinati, trasformando il momento del riordino delle camerette in un gioco.

In definitiva, sono convinto per averlo vissuto che si possa (e si debba) semplificare la vita. Ridurre gli impegni, e semplificare quelli che non possiamo eliminare, è possibile. Davanti a ogni impegno, a ogni incombenza, nuova o vecchia che sia, prova a porti la domanda: posso eliminarla, oppure posso delegarla? Se poi la risposta per entrambe queste domande è negativa, chiediti come puoi semplificarla, renderla più lineare, meno faticosa, più leggera. Si può fare. Si fa.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui tuoi social preferiti. Un piccolo gesto per te, per me è molto importante.


E' un piacere averti qui!

Articoli correlati

Conosci te stesso

Separazione: 3 errori da non fare

Separazione, ovvero: solo l’equilibrio ci salverà. Ho scoperto presto che non si può cambiare il mondo. Il meglio che si possa fare è imparare a convivere in equilibrio con esso. (Henry Miller) Nel caso di Leggi tutto…

Conosci te stesso

Seminare per il futuro

Se piantiamo dei semi di pomodoro non potremo raccogliere melanzane. Se piantiamo semi di critica raccoglieremo critica, se piantiamo semi di di autocommiserazione, di sconforto, di paura,di sfiducia non potremo aspettarci di raccogliere frutti diversi. Leggi tutto…

Conosci te stesso

Lottare o accettare?

Attaccare o fuggire fanno parte dello scontro. Quello che non appartiene alla lotta è restare paralizzati dalla paura. (Paulo Coelho) La separazione porta generalmente dolore, frustrazione, senso di abbandono. Chiunque sia a fare il primo Leggi tutto…