Separazione, ovvero: solo l’equilibrio ci salverà.

Ho scoperto presto che non si può cambiare il mondo. Il meglio che si possa fare è imparare a convivere in equilibrio con esso.
(Henry Miller)

Nel caso di una separazione, i rapporti con l’ex coniuge sono il campo più delicato. Anche se è tutt’altro che facile, nel periodo della separazione o immediatamente successivo una cosa fondamentale è riuscire a mantenere la calma. Ci sono mille situazioni che possono portarci a perdere il controllo, e a fare cose delle quali in futuro potremmo pentirci.

In quei giorni difficili, quindi, è particolarmente importante stare attenti ai rapporti con l’ex coniuge. Sì è troppo turbati, troppo coinvolti dalla separazione, per non rischiare di agire in modo avventato, o stupido, o entrambi, salvo poi pentirci amaramente. Perché le conseguenze, spesso, possono essere ben più che spiacevoli.

Ecco quindi, sulla base della mia esperienza, tre cose che possono peggiorare la situazione.

Parlare sotto l’impeto dell’emozione

La calma è la virtù dei forti, dice un vecchio adagio. Nel nostro caso non è un’affermazione trita e ritrita, ma una sacrosanta verità. I motivi per agitarsi sono innumerevoli, e i momenti di tensione anche di più. Dolore per la separazione, vecchi rancori che emergono, famiglie che si mettono in mezzo… personalmente credo che poche situazioni della vita siano dolorose quanto una separazione, con tutti i suoi strascichi.

E quindi? E quindi, diventa necessario riuscire a controllarsi. Ci sono momenti in cui è praticamente impossibile, lo so, ma bisogna almeno provarci. Cerchiamo di avere un nostro equilibrio, e di mantenerlo anche nelle situazioni più difficili e dolorose.

Personalmente consiglio di praticare la meditazione, anche per soli pochi minuti al giorno. Aiuta moltissimo, anche se bisogna avere la pazienza di aspettare almeno qualche settimana prima di cominciare a vedere qualche risultato. E poi, riuscire a ritagliarsi degli spazi per sé, molto importanti per raggiungere un proprio equilibrio interiore.

Non capire che in una separazione indietreggiare non sempre significa perdere

Nei rapporti con l’ex coniuge bisogna avere chiaro che non ci si gioca tutto in una frase, o in un incontro. Certo, sembra spesso di essere a un punto di non ritorno. Molto spesso si ha la sensazione che da quella data discussione dipenda tutto il nostro futuro, e che non si possa cedere. Ci sembra che anche un piccolo passo indietro sia un disastro. Sia una disgrazia definitiva.

In realtà le cose non stanno così. Come non si arriva a una separazione in un giorno, anche la sua evoluzione non cambia in un giorno.  Questo ci deve essere ben chiaro.

E allora, impariamo che si può perdere uno scontro verbale, non succede niente. Ma quello che dobbiamo tenere presente è la figura di insieme. E’ il disegno generale. Non è importante cedere, qualche volta, soprattutto se si tratta di cose di secondaria importanza, come spiego qui sotto.

Non saper distinguere tra cose importanti e cose che non lo sono

La separazione sembra fatta apposta per confonderci i pensieri, oltre che per arrecare dolore. I separati raramente sono un esempio di lucidità di pensiero. Raramente sono un esempio di equilibrio interiore. Si tende a trattare qualunque cosa avversa con la stessa importanza. Si tende, in una separazione, a vedere ogni ostacolo, fisico e verbale, come un nemico che ci attacchi. Come una minaccia nei nostri confronti, qualcosa da combattere.

E’ invece fondamentale distinguere tra le cose veramente importanti e le cose che importanti non lo sono. Capire per che cosa valga davvero la pena di combattere, durante e dopo la separazione, e per quali invece no. Avere ben chiaro che le cose negative in una separazione sono già tante, ed è assurdo aggiungerne altre enfatizzando le questioni minori.

Il mio suggerimento è quello non di partire dalle cose che possiamo considerare minori, perché diventa difficile. Io partirei al contrario, decidendo su quali cose non possiamo assolutamente transigere. La gestione del tempo con i figli? Le questioni economiche? Qualunque cosa. Ma dobbiamo capire il prima possibile su che cosa non possiamo indietreggiare. Dobbiamo avere chiaro che cosa non è negoziabile.

Una volta individuato questo, pensiamo a che cosa è molto importante ma comunque negoziabile. Le date delle vacanze estive? Gli orari? Che cosa? Pensiamoci, e non sentiamoci in imbarazzo nello scriverci liste. Anzi, scrivere aiuta generalmente a focalizzare.

Tutto il resto? Tutto il resto può essere materia di discussione. Cerchiamo di essere laici e aperti. Mettiamo da parte le preclusioni. Miriamo alle cose veramente importanti, senza aumentare l’importanza di quelle che non lo sono.

E soprattutto, cerchiamo un nostro equilibrio interiore. Oltre a essere utile nelle mille situazioni spiacevoli durante una separazione, noi separati lo dobbiamo a noi stessi.

 

 


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